Costruire green nel 2026: cosa cambia davvero per chi costruisce

Costruire green nel 2026: cosa cambia davvero per chi costruisce | Contract Srl
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Un cambiamento strutturale, non una tendenza

Il settore delle costruzioni è responsabile di circa il 40% delle emissioni globali di CO₂. È un dato che l'Unione Europea conosce bene, e che ha messo al centro di un processo normativo in corso da anni e sempre più vincolante. Parlare di edilizia green nel 2026 non significa descrivere una scelta volontaria o un posizionamento di mercato: significa confrontarsi con un quadro regolatorio che sta ridefinendo le regole di costruzione per tutti gli operatori del settore.

La Direttiva europea sulle Case Green (EPBD IV, Direttiva UE 2024/1275) fissa obiettivi precisi e scadenze progressive. Capire cosa prevede concretamente è il punto di partenza per chiunque commissioni o realizzi nuove costruzioni oggi.

Dal 2030 tutte le nuove costruzioni residenziali dovranno essere a zero emissioni. Per gli edifici pubblici la scadenza è anticipata al 2028. Non sono obiettivi indicativi: sono requisiti vincolanti.

Le scadenze che ogni operatore del settore deve conoscere

2026
Recepimento della Direttiva in Italia Entro il 29 maggio 2026 l'Italia avrebbe dovuto recepire formalmente la Direttiva Case Green nel diritto nazionale. Il processo è ancora in corso: entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere approvato il Piano Nazionale di Rinnovamento degli Edifici.
2028
Edifici pubblici a zero emissioni Tutti i nuovi edifici pubblici — scuole, ospedali, uffici della pubblica amministrazione — dovranno essere costruiti con standard a emissioni zero. Per gli edifici con superficie coperta superiore a 1.000 mq diventa obbligatorio l'impianto solare.
2030
Nuove costruzioni residenziali a zero emissioni Dal 1° gennaio 2030 tutte le nuove costruzioni residenziali dovranno rispettare lo standard ZEmB — Zero Emission Building. Obiettivo parallelo: riduzione del 16% del consumo di energia primaria medio degli edifici residenziali esistenti.
2035
Riduzione energetica del patrimonio esistente Obiettivo di riduzione del 20-22% del consumo energetico medio del parco edilizio residenziale. Gli edifici con le prestazioni peggiori — la classe G nella nuova scala uniforme europea — saranno i primi a dover essere oggetto di interventi di riqualificazione profonda.
2050
Decarbonizzazione completa del settore Obiettivo finale di neutralità climatica per l'intero patrimonio edilizio europeo. Un traguardo che richiede un processo continuo di riqualificazione e che inizia dalle nuove costruzioni realizzate oggi.

Le quattro tendenze costruttive che stanno già cambiando i cantieri

Oltre al quadro normativo, ci sono tendenze operative che stanno modificando il modo in cui si progetta e si costruisce. Non sono visioni futuriste: sono pratiche già applicate nei cantieri più avanzati e destinate a diventare standard nei prossimi anni.

01 · Energia

Integrazione fotovoltaica dalla progettazione

I pannelli solari non sono più un'aggiunta successiva all'edificio — vengono integrati nei materiali da costruzione fin dalla fase progettuale. Tegole solari, vetri fotovoltaici, facciate attive: l'obiettivo è ridurre la dipendenza dalla rete e avvicinarsi all'autosufficienza energetica.

02 · Impianti

Fine delle caldaie a combustibili fossili

Dal 1° gennaio 2025 gli Stati europei non possono più incentivare l'installazione di nuove caldaie a gas autonome. Pompe di calore, solare termico e impianti a basse emissioni stanno diventando la soluzione standard per il riscaldamento nelle nuove costruzioni.

03 · Materiali

Ciclo di vita e carbon footprint

La Direttiva introduce il calcolo del GWP — Global Warming Potential — lungo l'intero ciclo di vita dell'edificio. Non basta più sapere quanto consuma in esercizio: si devono contabilizzare anche le emissioni incorporate nei materiali da costruzione, dalla produzione alla demolizione.

04 · Mercato

Il valore degli edifici efficienti

Gli analisti del mercato immobiliare parlano già di "brown discount": una svalutazione progressiva degli edifici con classi energetiche basse, stimata tra il 15 e il 30% per la classe G. Chi costruisce oggi con standard elevati sta costruendo valore nel lungo periodo.

Cosa significa per chi costruisce oggi

Le scadenze del 2028 e del 2030 potrebbero sembrare lontane. Non lo sono, se si considera che un progetto edilizio di media complessità richiede tra i 18 e i 36 mesi dalla progettazione alla consegna. Un edificio residenziale avviato nel 2026 che si consegna nel 2028 deve già rispettare i requisiti che entreranno in vigore in quella finestra.

Per un general contractor questo si traduce in scelte concrete che iniziano nella fase di analisi del progetto: quale classe di isolamento termico, quali impianti, quale sistema di produzione energetica. Scelte che, se fatte in fase progettuale, hanno un costo marginale. Le stesse scelte, imposte come adeguamento a cantiere avviato, hanno un costo molto più elevato.

Costruire green nel 2026 non è più una scelta differenziante. È il punto di partenza obbligatorio per chi vuole consegnare edifici che mantengano il loro valore nel tempo e rispondano agli standard che il mercato — prima ancora della normativa — sta già iniziando a chiedere.

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